Sotto la denominazione di software didattico si è soliti fare rientrare senza distinzioni tutti i prodotti realizzati per l’insegnamento - apprendimento o che presentano contenuti in grado di fornire un arricchimento culturale. È bene, tuttavia, distinguere tra quelli realizzati a scuola, da insegnanti e ragazzi, e quelli “professionali”, disponibili a volte anche su Internet; infatti, tutti possono servire come aiuto nell’insegnamento, è indubbio però che la presenza all’origine di un investimento in termini di risorse professionali e finanziarie garantisca prodotti di maggiore qualità. Per valutare un software didattico è opportuno specificare preliminarmente gli ambiti da considerare, in particolare: i contenuti, l’interfaccia, il contesto, la struttura. Per quanto riguarda l’adeguatezza del software, potrebbe essere stabilita in base a diversi criteri, ad esempio:

  1. L’esattezza scientifica, il valore culturale, la corrispondenza a ciò che si ritiene provato nell’ambito delle discipline: le informazioni, i concetti, le prospettive manifestate dal software sono veritiere, sono attuali, sono condivise dagli esperti di quell’argomento?
  2. La corrispondenza ai programmi e agli obiettivi didattici: il software può essere tecnicamente valido, ma riguarda esattamente quanto il docente si prefigge realmente di fare apprendere ai discenti?
  3. La corrispondenza con le capacità e le competenze degli allievi: i contenuti sono alla loro portata?

Un altro ambito concerne il contesto: ipotizzando di inserire il software nel lavoro scolastico quotidiano, sarebbe necessario verificare preliminarmente se esso sia compatibile e se effettivamente garantisce qualcosa di più o di diverso rispetto ad altri strumenti didattici già in disponibilità o di minor costo. A questo proposito, potrebbe essere utile prendere in considerazione i seguenti aspetti:\r\n

  1. Il software consente di realizzare esperienze didattiche che non potrebbero essere implementate in altro modo?
  2. Il software consente una semplicità di accesso ai contenuti che non è propria di altri strumenti?
  3. Il software risulta favorevole per quanto riguarda i tempi e i carichi di lavoro perché garantisce dei risparmi?
  4. Il software è tale da consentirne un uso collettivo e cooperativo?
  5. Il software è in grado di motivare allo studio gli studenti?
Un ambito fondamentale da considerare è quello relativo alla struttura: trattasi del “cuore” dell’ambiente computer e dell’oggetto software. Si tratta di valutare se il software garantisce delle opportunità che non appartengono ad altri strumenti. Si possono individuare cinque aspetti strutturali:
  1. Analogicità
  2. Interattività 
  3. Pianificazione 
  4. Individualizzazione 
  5. Creatività 

Per ognuno di essi è opportuno individuare quali problemi il docente potrebbe risolvere sfruttando le potenzialità del software. Lo schema di valutazione prevede delle domande che, dopo aver indicato schematicamente i riferimenti teorici che possono giustificare il”valore aggiunto” offerto dal computer, dovrebbero chiarire le valenze di cui il programma dovrebbe essere dotato per essere ritenuto uno strumento provvisto di un surplus rispetto agli strumenti didattici tradizionali.

SCHEMA DI VALUTAZIONE

 

Analogicità
 

 

Problema


Domande

Lo studente ha difficoltà a seguire spiegazioni verbali  Il software presenta i contenuti in una forma non soltanto verbale?
Lo studente non capisce i contenuti espressi in termini di principi, leggi, formule I concetti astratti sono tradotti in rappresentazioni visive?
Lo studente fatica a passare dal concreto all’astratto I principi generali sono illustrati attraverso casi concreti?
Lo studente non riesce a passare dal caso particolare al generale I contenuti sono contestualizzati perché sono riferiti a particolari ambiti, situazioni, esperienze, ecc.?
Lo studente non sopporta un modo di procedere sistematico Le immagini, le animazioni o le simulazioni che sono offerte permettono di cogliere in modo intuitivo le idee?

 


Interattività 


Problema


Domande

Lo studente è passivo 
 
Il software richiede allo studente un impegno attivo?
Lo studente assimila ma non rielabora i contenuti
 
Domanda allo studente di”fare” qualcosa di diverso dall’ascoltare o leggere: scegliere, spostare, riordinare, trasformare, valutare, rielaborare ecc.?
Lo studente non sa applicare quanto appreso a casi nuovi Sollecita l’esplorazione, la costruzione e la verifica di ipotesi?


Pianificazione 


Problema


Domande

Lo studente è troppo impulsivo  Il software invita a pensare prima di agire?
Lo studente procede in modo disordinato, senza sistematicità, senza fare progetti Richiede un’organizzazione del comportamento (per esempio, mettere in sequenza le Operazioni da compiere, stabilire delle gerarchie, degli scopi e sotto-scopi, ecc.)?
Lo studente è concentrato sul risultato del lavoro scolastico e non è attento al metodo Invita a individuare strategie mentali?
 
Lo studente opera meccanicamente, in modo routinario Aiuta a riflettere su quanto è compiuto?
Focalizza l’attenzione sul processo che è attivato, e non solamente sul prodotto che è realizzato?
Lo studente non è consapevole e non sa spiegare come ha raggiunto certi obiettivi Facilita la ricostruzione del percorso che è stato seguito?


Individualizzazione 


Problema


Domande

Lo studente ha un suo modo di imparare che non coincide con quello prevalente 
 
Il software tiene conto delle conoscenze iniziali, delle competenze, delle rappresentazioni, delle attribuzioni di significato di partenza dello studente?
Lo studente ha già delle conoscenze riguardo ai contenuti che deve apprendere Permette di ritagliare percorsi diversi secondo le attitudini, le abitudini, le propensioni degli studenti?
Lo studente ha un atteggiamento di distacco rispetto al lavoro scolastico, non lo vede collegato a proprie esigenze o interessi
 
Agevola la personalizzazione dei contenuti e delle procedure di lavoro?
 


Creatività 


Problema


Domande

Lo studente tende a ripetere ”pappagallescamente” quanto è riportato dai testi o è spiegato dall’insegnante.  Il software permette di compiere virtualmente delle operazioni impossibili da compiere nella realtà?
Lo studente ha difficoltà a comprendere concetti contro intuitivi, non familiari. Concede di esaminare, organizzare e ristrutturare i contenuti secondo itinerari liberi?
Lo studente non riesce a riconoscere che sono possibili più punti di vista. Stimola l’immaginazione?