Negli ultimi anni Internet si è diffusa così da influenzare in modo più o meno tangibile molti aspetti del costume, della cultura, della vita quotidiana. Molti affermano che Internet sta modificando la stessa organizzazione del nostro pensiero. Certamente, Internet ha diffuso nel nostro modo di pensare la prospettiva della “rete”, della relazione tra gli uomini e tra i differenti settori dello scibile, ha introdotto un “pensiero ipertestuale” che presenta numerose conseguenze ed è particolarmente interessante sul piano dell’insegnamento. Quando si analizzano le applicazioni informatiche, è necessario chiedersi di quali operazioni necessitano e quali abilità mettono in essere. Internet e la comunicazione telematica più in generale non consentono soltanto di acquisire o di scambiare informazioni più velocemente che in passato, ma permettono di realizzare esperienze che in passato non erano possibili, tracciando scenari che richiedono e attivano nuove abilità. L’espansione di massa di Internet e l’immensa crescita della Rete hanno definito una trasformazione qualitativa del fenomeno: da semplice strumento per lo scambio d’informazioni per la ricerca scientifica, Internet è diventata un nuovo ambiente che produce mutamenti e con il quale deve fare i conti ogni aspetto del vivere quotidiano, e in maniera specifica la didattica o se si preferisce l’insegnamento.

Il “villaggio globale” consente cooperazioni tra gruppi di lavoro di aree geografiche diverse e molto distanti fra loro, tra l’altro e non ultimo rende possibile l’insegnamento a distanza, l’università virtuale, il telelavoro, la “conoscenza connettiva”, per non parlare delle prospettive a breve termine con i collegamenti via cavo o via satellite ricchi di ulteriori potenzialità. Quali aggettivi utilizzare per definire questo scenario non è facile, possiamo definirlo appassionante, allarmante, creativo, confusionario, o forse tutto ciò insieme. In ogni caso noi ci soffermiamo non su una valutazione, bensì su un’analisi delle problematiche e delle sfide che pone sul piano pedagogico. Infatti, di là da ogni giudizio di valore, è necessario ammettere che trattasi di un “fenomeno” che stravolge il nostro approccio al sapere. Pertanto ci limitiamo a poche considerazioni concrete:

  • La Conoscenza, nell’epoca di Internet, è sempre più una ricostruzione a partire da un soprappiù d’informazioni che devono essere vagliate, riadattate, risistemate. Lo studente è sempre meno tale, cioè colui che studia, ed è sempre più colui che crea il proprio sapere. Per far ciò necessita di strumenti, di metodi da applicare alle informazioni. Questo è sempre più uno dei compiti essenziali dell’educazione.
  • La Conoscenza è sempre più interconnessa, ecco quindi che la “pluridisciplinarietà” può diventare fruttuosa se lo studente è capace di condurre il gioco, assumere su di sé visioni diverse di analisi, integrandole e generando sintesi autentiche, con il rischio, però, della confusione sempre latente.
  • Nella misura in cui la conoscenza diventa sempre più una costruzione “personale”, diviene contemporaneamente sempre meno “individuale”. Lo scenario ipotizzato palesa che ogni contenuto s’inserisce in una rete di riferimenti che lo sostanziano e senza i quali non sarebbe ipotizzabile. Del resto ciò è stato sempre vero: anche i testi scritti si allacciano ad altre idee e ad altri testi, contemporanei o meno, mediante riferimenti e fili invisibili. Oggi i fili divengono chiari e visibili, diventano collegamenti, relazioni “fisiche”, anche se virtuali, con gli altri “testi”.