Le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione costituiscono un insieme di strumenti del tutto particolari. Veloci ed efficienti, utilizzabili in diversi campi e in numerose e poliedriche applicazioni. Grazie a queste caratteristiche esse sono molto impiegate nel mondo del lavoro e nella vita quotidiana. Spesso, nel riferirsi alla società di oggi, è utilizzato il termine società dell’informazione per significare come l’informazione sia divenuta un valore economico così rilevante, che lo scambio d’informazioni sta alla pari con la produzione e lo scambio di merci di tipo tradizionale. In questo scenario gli elaboratori hanno, ovviamente, una diffusione molto ampia: la loro presenza non si limita ai posti di lavoro ma si estende anche nelle scuole e nelle famiglie. I primi impieghi degli elaboratori sono stati in ambito lavorativo, proprio perché il loro utilizzo consentiva una diminuzione dei costi e quindi una corrispondente redditività. Questa è ovviamente solo una faccia della medaglia: l’ingresso dell’elaboratore nel mondo del lavoro ha anche significato spesso riduzioni di personale, e non ultimo, causa programmi scritti senza “tener conto” degli utenti, situazioni di disagio, anche notevole, per chi li utilizzava. Negli ultimi anni, con l’avvento di internet e delle comunicazioni cellulari senza fili le informazioni sono diventate così importanti che si è iniziato a parlare di ICT, in altre parole Information and Comunication Technology con il significato di tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Il termine pone l’accento sul fatto che informatica e telecomunicazioni, usate sinergicamente, hanno un impatto molto maggiore rispetto a quando sono considerate separatamente: senza le telecomunicazioni non esisterebbe internet e senza calcolatori non potrebbe esserci il web.